Ordunque.

marzo 6, 2018

 

 

Le Elezioni? Ah, sì: fatta salva Firenze, Matteo Renzi sta sulle palle a tutti, isole comprese. Quanto al resto: non ci voleva molto ad immaginare che una Fedeli sarebbe risultata meno votabile di una  Sbrana, e che un D’Alema sarebbe risultato molto meno votabile (perfino) di una Lezzi. Un po’ più difficile era immaginare un Franceschini preso a sberle a casa propria ed un Minniti preso a calci a Pesaro, ma sappiamo com’è la simpatica provincia italiana: riserva sempre delle sorprese, ce lo ha confermato  la Lorenzin eletta a Modena.  Ha stravinto  un Movimento Cinquestelle zeppo di seconde e terze linee, gente presuntivamente qualificata quanto sconosciuta nel proprio condominio: eppure assai pronta a saltare sul primo carro che passa ( vero, signora Giannetakis? Vero, signor Giuliano?) . Del resto, riproporre una mandria di presi dalla strada, come nel 2013, avrebbe significato costringere il paese a riconoscersi ancora una volta in quella mandria di presi dalla strada,  e Davide Casaleggio deve aver capito che l’Italia non è ancora pronta per questa dura verità. La notevole affermazione della Lega ha fatto intendere che , se sottovaluti i problemi di sicurezza e di ordine pubblico, prima o poi uno schiaffone in faccia qualcuno te lo arriva:  e dopo non solo non puoi chiamare la Polizia, ma  neanche lamentarti. Fascismo ed antifascismo? Uniti, pare non arrivino al cinque per cento. Resta perciò un mistero come abbiano potuto condizionare la campagna elettorale,  costringendo i Questori di varie città ad impegnare centinaia di agenti per controllare manifestazioni e contromanifestazioni di trenta partecipanti, tanto malridotti quanto urlanti.  Come dicevo: ha stravinto il Movimento Cinquestelle, ha vinto la Lega. Perciò: vada avanti Di Maio, che mi viene da ridere.

State bene.

Ghino La Ganga

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