Dentro il mov.

marzo 7, 2019

 

 

 “Non ti dimettere Giulia, stai facendo un lavoro molto importante dentro il mov.” 

E’ parte di un breve commento sotto ad un post pubblicato ieri da Giulia Sarti sul suo profilo Facebook. Non mi colpisce il sostegno alla Sarti: ogni fenomeno pop determina fan e detrattori, ed entrambi hanno le loro buone ragioni per essere pro o contro. Mi colpisce invece la troncatura del sostantivo movimento, che diviene di colpo: il mov. Come se costasse troppa fatica scriverlo per intero. Come se il troncarlo rappresentasse un  rafforzativo, tale da elevarlo ad acronimo soprannaturale: il mov, una sorta di essere superiore che non può essere banalizzato scrivendone tutto il nome. Il mov, cari voi. Troncatura dopo troncatura, ricavo l’idea di un paese che non ha mai avuto grande voglia di approfondire, e che a maggior ragione oggi non ha più voglia di stare tanto a spiegare: c’è il mov, state zitti. C’è il mov, tutti dietro al corteo. Ora basta, parla il mov. Il mov è onesto, mica come certuni che ne fanno parte. Il mov ha le idee chiare, non come alcuni ministri che ha messo al governo.  Il mov è forte, mica come le mammolette dei mancati rimborsi. Il mov è il mov, anche se non si capisce che vuol fare con la Tav. O con il Tap. O con i suoi parlamentari e senatori. Specie quando  fanno grandi caz.

State bene.

Ghino La Ganga