Fase due, quasi tre.

maggio 25, 2020

 

 

“Oh.”

“Eh.”

“Io voglio fare l’assistente civico.”

“Anche io. Così vado davanti ai locali e rimorchio due o tre fighe.”

“Bravo. Arrivi, fai due urli sulle distanze, ti incazzi se non vedi mascherine, poi fai il buono e tiri giù qualche numero di telefono.”

“Perfetto. E poi si guadagna.”

“ Ma sì, anche se dicono di no: vuoi che non ci scappino quei due/trecento euro a settimana?”

“Bravo. Così ci paghiamo una donnina ogni tanto.”

“Ma han ripreso, ‘ste donnine? Perché la Vanessa di Bakeca mi dice sempre che fa solo videochiamate.”

“Che palle. Non lo sa che siamo nella fase due?”

“Lo sa, lo sa. Solo che vuole alzare il prezzo.”

”Uffa, che brutta storia. Non è giusto.”

“Non è giusto no. Già dal barbiere ho dovuto spendere tre euro in più. Che fregatura!”

“Vero. Senti, ma è vera ‘sta storia che al Viminale non ne sapevano un cazzo degli assistenti civici?”

“Secondo me è vera. Son quelle cagate lì , quelle che vengono in mente a quello scemo che fa il suggeritore.”

“Uh, è vero. Adesso ci farà pure una conferenza stampa con gli amichetti sua.”

“Già. Però intanto noi ci buttiamo a pesce.”

“Certo. E comunque assistente civico suona bene. Puoi non sapere far un cazzo, ma rompere i coglioni a tutti: e nessuno ti può dire niente.”

“Un po’ come fa lui.”

Esattamente come fa lui.”

“ Dai, appena esce il bando via che andiamo. Ciao.”

“Occhei. Ciao.”

(In sottofondo : Purple Disco Machine, In My Arms. State bene. Ghino La Ganga)