40 sfumature di scema.

agosto 28, 2012

Eugenia Roccella

 

Vista l’ultima sentenza, prima o poi qualcuno bisognerà che le dica quel che pensano tutti, anche all’estero. Dài. Vabbè, ho capito: comincio io.

State bene.

Ghino La Ganga

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Sarà che i suoi capi-mandamento di Concussione e Lottizzazione sono emersi per ciò che veramente rappresentano, ovvero una ramificazione affaristico-camorristica con una mano ingiallita di (porta)valori per attrarre i bimbiminkia del Meeting; sarà quell’amarezza che sale nel constatare che la rievangelizzazione dell’Occidente non è più al top del dibattito, faticando a ritagliarsi uno spazio tra i profili organolettici di Pecorino e Passerina e 4-2-3-1 vs. 3-5-2; sarà che quelle invettive contro chi si permetteva di indagare il sistema bancario sanmarinese, mentre i corrieri della droga entravano in filiale con i trolley pieni di cash, sono stati frettolosamente cancellati dal sito della diocesi; sarà che ora che non c’è più il suo idolo Silvio, il principale tappo a quella marea di merda che è la chiesa e il suo gregge è stato rimosso…

Sia quel che sia, è stanco, Sua Eccellenza: anzi, non è più lui. Lo si vede dall’ultimo sguaiato attacco contro il riconoscimento delle coppie di fatto da parte del governo sanmarinese: dove una volta Sua Eccellenza avrebbe saputo attingere al meglio repertorio del teo-con alla vaccinara, tra effettacci di cinema serie z e strafalcioni da studente bocciato in economia politica, ora non rimane che una poco convinta, sgraziata fila di fervorini che risultano più maldestri dei paletti che alla stessa materia può mettere un Casini, o financo un Giorgio Merlo, un repertorio stracco da vecchia carampana del muto che non riesce ad adattarsi al sonoro.

Diciamolo: non è piacevole leggere, scritte da chi una volta si faceva le seghe considerandosi un maestro delle supercazzole alla Ravasi o delle metastasi linguistiche alla Caffarra, scoreggine ansimanti quali:

“l’unione delle coppie omosessuali rappresenta una significativa modifica nella natura della famiglia”;

“il santo padre aveva indicato con radicale chiarezza e con una capacità di comprensione di tutte le posizioni culturali esistenti nella Repubblica, la via per un recupero autentico della tradizione Sammarinese, condizione per l’affermarsi di una sana laicità nella vita della società e delle sue istituzioni. Questa è la risposta che una certa parte della società sammarinese e, soprattutto gravissimamente, le istituzioni politiche sammarinesi danno a questo invito del Papa.”

Cazzo Luigi, almeno preparati un minimo, lascia perdere i massimi sistemi e leggiti Europa o La responsabilità di Scilipoti: oramai, dato che la volontà di riconoscere diritti alle coppie di fatto è maggioritaria, le Binetti e i suoi accoliti sado-maso la buttano in caciara sulla “insostenibilità finanziaria”, cercando di scatenare il panico con surreali proiezioni di deficit gravissimi se, che so, ci fosse la reversibilità delle pensioni anche in una famiglia omosessuale. Malissimo poi quell’“una certa parte della società Sammarinese”: è più della metà, Luigi, dài, cerchiamo di non pestare più queste merde giuridico-procedurali. Per non parlare di quella insistenza sciagurata sulla “natura della famiglia”: un prete-vu-cumprà come te dovrebbe saperlo che semiologicamente la chiesa ha ormai perso la sua posizione di privilegio, e i segni ormai si riempiono e si svuotano come cazzo gli pare a loro.

Insomma Luigi, ti vogliamo più carico quando si tratterà, poniamo, di attaccare l’affido e l’adozione alle coppie omosessuali: quando verrà il momento di attaccare tutta la letteratura scientifica che dimostra come anche in quelle famiglie i bambini possano crescere benissimo, ti aspettiamo smagliante in tutta l’ignoranza, la capacità di mistificare e l’approssimazione come solo noi cattolici. Parlane prima con Giovanardi e Fioroni, poi facci sapere.

Anskij

10 alla Voce di Rimini e 10+ a Sua Eccellenza Mons. Luigi Negri

Ai romagnoli non la si fa: loro vanno oltre. Come diceva genialmente Tonino Guerra, “I romagnoli sono I russi d’Italia”. Tonino magari pensava alla moglie che gli prosciugava le carte di credito a San Marino, ma gli esempi di come la Romagna continui a donare pensiero all’Italia si sprecano: uno per tutti, Filippo Pongiluppi del Grande Fratello, la cui famiglia tiene orgogliosa un busto di Mussolini nell’ingresso, a memoria dei bei tempi dell’Impero. E quanti ce ne sono, di intellettuali così, brillanti ma non capiti, come per esempio il grande “Katanga” Vattani. Se imparassimo un po’ tutti a pregare di più e a sognare insieme di grandi valori collettivi, come Pongiluppi e Vattani, signora mia. È grazie a uomini come loro che l’Italia un tempo aveva prestigio internazionale, tanto da sfidare apertamente Francia e Inghilterra.

E torniamo così alla Voce e al direttore Franco Fregni: l’idea di nominare Sua Eccellenza Mons. Luigi Negri “romagnolo dell’anno”, col suo bel faccione di evasore fiscale satollo a campeggiare a tutta pagina, è assolutamente geniale. Certo, Negri è di Milano ed è vescovo di San Marino-Montefeltro, quindi che cazzo c’entri con la Romagna lo capiscono solo pensatori neo-idealisti astratti come Fregni e Bruno Sacchini, ma sarebbe ingeneroso chieder conto di tali piccolezze a berlusconiani insospettabili della prima ora. Negri ha anche difeso strenuamente le banche di San Marino, specchiati istituti di onestà, ravvedutezza e rispetto delle norme anti-riciclaggio – gli esempi sono sotto gli occhi di tutti – ma, cosa più importante, anche attaccato brutalmente la magistratura che osava indagare sul caso Ruby, rilanciando sulle “vere priorità” dei politici cattolici, che devono impegnarsi “sulle leggi che difendano la vita” e contrastare la “devastazione della famiglia”, da cui il meraviglioso link di Dagospia: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/il-vescovo-luigi-negri-autorevole-voce-della-cei-sul-caso-ruby-il-potere-giudiziario-23042.htm

Accanto a un grande uomo, però, c’è sempre una grande donna. Figuriamoci accanto a un uomo dell’anno: di donne non ne basta una. E Sua Eccellenza Mons. Luigi Negri, scavalcando brillantemente il celibato ecclesiastico, ha ritenuto opportuno affidarsi all’expertise in materia dei compianti don Luigi Verzè e Mario Cal, impegnati a trastullarsi con 13-14enni nelle loro scorribande brasiliane a base di caipirinha e incularelle nelle Jacuzzi (oddio, anche a Rimini il povero vescovo Mariano De Nicolò non si faceva trovare impreparato, quella dei trenini e sbicchierate nella Jacuzzi è proprio una fissazione di noi cattolici). Quindi via coi femminielli da sacrestia: meglio ancora se sordomuti, così quando li si mette a pecora si rischiano meno intercettazioni ambientali, Istituto Provolo docet.

10 con lode a Don Verzè, anche se è morto.

Guadagna i meriti speciali per aver aggiornato le imprescindibili sinergie tra imprenditoria cattolica e camorra. La lode viene comminata per la foto con Cal nella Jacuzzi.

10 con lode a Mario Monti e ai suoi tecnocrati e banchieri cattolici.

Perche’ nel pacchetto liberalizzazioni ci siamo convenientemente dimenticati i farmaci come la pillola del giorno dopo, che tanto addolorano il Santo Padre.

10 ma senza lode al Partito Democratico.

Perché approvando incondizionatamente Monti finalmente ci ha consentito di approvarne a sua volta le strategie, riconoscendo che il miglior governo possibile è un governo di banchieri cattolici che bypassa il sindacato i giorni pari e i dispari ricatta il PD. Se proprio vuole la lode, il PD dovra’ continuare a tacere sull’ICI alla Chiesa e chiedere a gran voce l’approvazione del DDL Calabro’ sul testamento biologico. I primi segnali sono incoraggianti.

10 e lode ai camerati che hanno mutilato la statua di Giovanni Paolo II a Riccione.

È documentato che si è fatto aiutare a morire per “andare alla casa del padre” – anche quella con ICI non pagato – quindi non era un vero cattolico.

10 e stralode ai vecchi e nuovi leader cattolici.

Specialmente Lupi. Con quell’espressione a metà tra il down e l’autistico, ci ricorda le battaglie cattoliche per i diversamente abili – anche perché, vedi sopra, più comodamente stuprabili, data la limitata mobilità – e dà al paese rinnovata fiducia nel futuro. Ma non dimentichiamo i nuovi leader cattolici locali, come il riminese ciellino Fabrizio Miserocchi che si dichiara pronto a dare una mano al partito dopo aver fatto benissimo in campagna elettorale con Letizia Moratti a Milano. Le premesse per un trionfo ci sono tutte, e le successive capate tra chi rappresenta meglio il mondo cattolico tra il Vitali della Papa Giovanni e il Miserocchi della Compagnia delle Opere faranno tornare alla mente degli spettatori piu’ preparati i grandi affreschi di Mondo Piccolo e Don Camillo. In altre parole, in tempi difficili l’Italia sceglie la soluzione migliore, con le premesse piu’ solide: ovvero ripartire dai fondamentali.

Sinergie

dicembre 1, 2011

Diverse teste di cazzo laiciste si stanno stracciando le vesti perche’ e’ stato appurato dalla magistratura che Don Verze’, per farsi vendere dei terreni confinanti con la proprieta’ del San Raffaele, usava metodi da camorrista, grazie ai suoi agganci con Pollari e i servizi segreti: non solo approfittando di qualche agente in borghese mandato li’ a bruciare quadri elettrici e impianti, ma pure della Finanza, cola’ inviata a certificare evasione e pagamenti in nero (il terreno era adibito a campo da calcetto).

Beh, cari relativisti dei miei maroni, e la ritrovata autorevolezza della Chiesa dove la mettete? Un uomo come Don Verze’ – ma anche come Don Pierino “Mercedes e mani in culo” Gelmini – deve potersi muovere agilmente, nella giungla della burocrazia italiana. La vogliamo dare o no questa scossa all’economia? Come fosse una novita’ che la chiesa ha a sua disposizione i corpi dello stato: non la volete capire, e siete proprio i soliti comunisti.

Caro Ghino,

E’ bello vedere che, nei momenti di turbamento che raramente noi cattolici viviamo, alcune certezze ci rinsaldano ancora piu’ fortemente alle nostre convinzioni. Ancor piu’ bello e’ adagiarci in quella piu’ granitica, di tali certezze, ovvero il Nostro Presidente. Meriti ne ha vari: ma la sfida che ha vinto a mani basse, come hai giustamente rimarcato, e’ stato far emergere quell’Italia che, chissa’ perche’, aveva vergogna di se’, e che invece non poteva continuare ad essere imbrigliata dal politicamente corretto de noantri.

Non l’Italia dei sepolcri imbiancati della Costituzione – che palle con ‘sto dolmen comunista! -, ma l’Italia che non si sfonda piu’ i maroni con cinema di sinistra, sogna coi magnifici ragazzi di Maria De Filippi e partecipa commossa alle vicende dei suoi eroi con Alfonso Signorini. Non l’Italia torva e manettara dei Falcone, dei Borsellino e degli Ambrosoli, ma quella sbarazzina e guascona dei Verdini e dei Balducci, giu’ giu’ fino a Gelli, ai pagamenti in nero, al “vuole la ricevuta?” e alle fatture triangolate. Cosa c’e’ di piu’ italiano di queste virtu’?

Non l’Italia presuntuosa e arrogante delle lauree a Vanderbilt e delle spending review, ma quella cosi’ irresistibilmente impunita dei Giuliano Ferrara e dei Padre Pio, delle buone cose fatte in casa come una volta, l’Italia contadina di Pasolini, dei mestieri di una volta, dei fornaciari e dei mattonieri, della sussidiarieta’ della Compagnia delle Opere e del Vaticano – di quando la scuola si faceva in chiesa e ti insegnavano i preti, che le cose andavano meglio, o cazzo se andavano meglio, perche’ si pensava di meno e si lavorava di piu’, non come dopo il ’68 che se non si scopa tutto quello che si muove uno non sta bene.

Non l’Italia delle inchieste inutili alla D’Avanzo ma quella del Corriere, dei fondi di Panebianco, Galli Della Loggia, Ostellino, Pigi Battista e Massimo Franco, in cui “si e’ smarrita l’importanza dei cattolici”, “e’ ora che il governo riprenda a governare bene come ha dimostrato di saper fare”, “pochi analisti dicono che finiremo come la Grecia”, e il governo stesso non viene giudicato in relazione al suo operare, ma solo se, dai voti di fiducia targati Responsabili, ne esce indebolito o rafforzato. Non l’Italia degli impiegati del catasto che votano a sinistra ma quella dei grandi consulenti e imprenditori che creano lavoro e indotto come Gianpi Tarantini e Marco Milanese, senza dimenticare Claudio Scajola, che quando si parla di continuita’ con la migliore politica del passato ci sta sempre a proposito.

Basta con la sinistra polverosa di Gramsci e degli Editori Riuniti, torniamo ai libri accattivanti della nostra tradizione: Non c’e’ due senza te di Claudio Brachino, la biografia autorizzata di Natalia Estrada, i diari pensosi di Mike Bongiorno. L’Italia che si vuole divertire coi Vanzina e si commuove con i Moccia e che, se gli va di ascoltare della buona musica, ha pronto il cultural discourse di Gigi D’Alessio e non le malette storpie di Vecchioni.

Il Nostro Presidente ci ha salvato dai comunisti, che non erano pericolosi nel ’48 ma oggi guai a sottovalutarli. Ci pensate, se avessimo al governo D’Alema? Ci ritroveremmo lo spread oltre i 400 punti, un’economia depressa, la scuola allo sfascio, un mercato del lavoro stile Gabon, caste e oligarchie a farla da padrone, prestigio internazionale sotto le mattonelle. Non solo: la sinistra farebbe razzie, ma sempre nel rispetto delle regole e della Costituzione. Il Nostro Presidente ci ha salvato da tutto questo, per cui cosa sono due mignotte a confronto del bene che ci ha fatto? Noi cattolici sappiamo perdonare, ma soprattutto sappiamo cosa e’ il bene comune. Berlusconi e’ l’unico che, sostenendo la chiesa, ci puo’ liberare dal relativismo e dagli stili di vita libertini propugnati dalla tv commerciale.

Ma poi, come dice sempre il Presidente, come si fa ad andare avanti senza un outlook positivo? Basta facce scure da sinistri ingrigiti, proni nella loro cameretta sfigata ad ascoltare musica classica “e a leggersi un buon libro”. Ce l’ha insegnato lui, a guardare le cose con ottimismo – come quella reclame con Tonino Guerra e “l’era dell’ottimismo” che ando’ in onda la prima volta il 10 Settembre 2001.

Sta in questo la lungimiranza di noi cattolici: lasciamogli approvare la legge sul processo lungo, su quello corto, e sulle intercettazioni. Una volta elusi i giacobini giustizialisti avra’ il tempo per dedicarsi al paese che ama e che ha gia’ servito cosi’ brillantemente in tutti questi anni.

Amen.

Oggi stavo leggendo distrattamente di politica su vari blog, quando mi sono inopinatamente imbattuto in Ghino La Ganga che, con la sua solita arroganza laicista, addirittura auspicava un passo indietro del nostro grande Presidente Berlusconi.

Mi sono sentito mancare, ho scambiato un paio di “tweet” con Sua Eccellenza Mons. Luigi Negri, ho ripreso fiato, mi sono appuntato gli ultimi ordini di Don Seppia – “un paio di bambini sui dieci-dodici anni, mamme con dipendenza dal gioco, pantaloncini corti gia’ leggermente sdruciti per coadiuvare la frizione, sorellina handicappata ma solo contemplativa” – e mi sono rimesso al lavoro per tamponare questo ignobile atteggiamento catastrofista.

Ghino, non puoi esprimerti cosi’. Ma vai sulla pagina facebook di Sacconi, informati, svecchiati! Non posso essere sempre io a traghettarti verso il nuovo! La Gelmini ha detto che “e’ strategico portare il berlusconismo nelle scuole”, e allora, penso sia opportuno porsi la domanda se tu ti fidi piu’ di Maria Stella o di quella culona tedesca inchiavabile.

Devo insegnarti tutto io? L’altro giorno sono uscite le graduatorie dei nostri atenei e della nostra istruzione superiore, per le quali stiamo emergendo alla grande con percentuali appena inferiori a Romania e Isole Narutu. I risultati parlano per noi e adesso che stiamo allontanando i comunisti che azzerano l’universita’ e la ricerca, tu vuoi mandare via il nostro presidente Berlusconi.

Proprio ora che, nelle ore di educazione civica, anziche’ tutte quelle pugnette perimetrali sulla divisione dei poteri, si proiettera’ il video di Terry de Nicolo’… in cui emerge quell’Italia verace, pasoliniana, che si ribella alle regole inutili e all’ipocrisia della scuola dell’obbligo. Il nostro presidente e’ anche l’erede, spirituale e legittimo, di Aldo Moro e Mery per Sempre, non dimentichiamolo. Mai. 

Non mi hai ferito cosi’ tanto da quell’altro episodio tragico, quando non mi comunicasti tempestivamente che Rutelli stava per abbandonare la Margherita – decisione che peraltro non ha fatto altro che accelerare il nostro declino. E dire che una volta, me lo ricordo bene, ti sentii dire che sognavi di fare il giornalista, per emulare la grande informazione libera dei Pasquale Nonno e dei Francesco Damato. Altri tempi, altri finanziamenti, altri partiti – e, questo invece me lo ricordasti tu – “non c’e’ democrazia senza partiti, e soprattutto senza quei partiti”.

Quella volta ti ho perdonato, ma adesso?

Il Meeting proprio non ti ha insegnato niente?

Eppure ormai dovresti averlo imparato, il video.

E i tipi loschi del beato Piergiorgio Frassati, che “si ribellano a cio’ che dice il mondo”?

E il carisma mariano?

E l’entropia neuronale di Lupi?

E le triangolazioni in nero della Compagnia delle Opere ad Aruba e alle Cayman?

Devo essere sempre io a ricordarti che il nostro paese deve ripartire dalle parrocchie, da don Oreste, dalla famiglia naturale, da Padre Pio che ho messo una sua foto nella stalla, cosi’ protegge me e il mio cavallo, ma solo dopo essersi fatti un clistere col sangue di San Gennaro?

No Ghino, non puoi trattare cosi’ il nostro Presidente, che si e’ speso tanto per noi cattolici, e che se pare non curarsi del downgrade – ma i governi non li fanno i mercati, li fanno gli italiani, ci ricorda icasticamente Angelino Alfano – e’ solo perche’ non vuole andare in galera.

Perche’ scusa tu, se stessi per andare in galera, ti metteresti forse a pianificare delle strategie per la crescita con Romani e con Tremonti, quello di Dio, patria e famiglia? Proprio ora che le “tasse universitarie” saranno agganciate all’IVA, perche’ e’ ora di tornare ai vecchi mestieri, senza avere vergogna di metabattersi i coglioni di bio- e nano-tecnologie, che non si capisce neanche bene a che cazzo servono? Che cazzo sono, dei modi per risparmiare sui succhi di frutta?

Per far scadere dopo gli yogurt?

Ma in che paese pensi di vivere?

In un paese che possa fare a meno del nostro Presidente? Il quale – ti ricordo – non solo non ha nessuna intenzione di dimettersi, ma che anzi ha rinsaldato il rapporto con la Lega e i suoi elettori, in particolare vetrai e tornitori?

Ti chiedo, anzi ESIGO una tua risposta immediata.

Che cazzo.

Anskij

E’ dell’altro giorno la notizia che Formigoni ha tagliato i finanziamenti all’associazione F.A.N.T.A.S.I.A., quella che si occupa di autismo. Secondo noi cattolici sono soldi ben risparmiati, perche’ non e’ che essere autistico e, seppure in forma lieve, affetto da sindrome di down abbia impedito a Maurizio Lupi di essere un ottimo cattolico e un convinto sostenitore berlusconiano. Anzi forse l’ha pure favorito, come si vede in quella favolosa puntata di Ballaro’ in cui fa l’economista di grido contro Michele Boldrin (http://www.youtube.com/watch?v=ZITpSmHku1A). Sono politiche lungimiranti, che portano in alto leader naturali come Alfano. Ho l’onore di fare mie alcune dichiarazioni di Angelino riguardo all’organizzazione del partito sul territorio e alla dotazione di un codice etico: “Correndo anche il rischio di essere troppo ambizioso, spero che non arriveremo ad avere la necessità di dotarci di un codice etico perchè se il partito sarà fatto di militanti e sezioni e dirigenti eletti dalla base vuoi che nel territorio non sanno che uno non è onesto?”. Fatemelo dire: chi ha avuto la fortuna di passare per Agrigento, luogo natale del nostro segretario, sa perfettamente che solo uno nato la’ poteva avere un’intuizione cosi’ folgorante. 

Pure ieri abbiamo assistito sgomenti ad un inaccettabile episodio di dittatura della scuola pubblica: a Marcianise, in provincia di Caserta, il primo giorno di lezione un parroco ha avuto il buon cuore di prestare delle sedie a una scuola, l’Isiss Novelli, che non ne aveva. S’e’ varcato un limite: Noi cattolici ci chiediamo che cazzo rompano i coglioni questi arroganti soloni della scuola pubblica che se ne vanno in giro con le pezze al culo e non trovano di meglio che elemosinare di qua e di la’, sfidando la propria miseria. Dare alla scuola e alla ricerca i 4 miliardi che ogni anno vanno alla chiesa cattolica? Scordarselo, raus. La soluzione l’abbiamo noi: che i ragazzi dalla chiesa non abbiano solo le sedie, ma anzi si trasferiscano tutti in sacrestia per le lezioni, tenute ovviamente da personale qualificato – parroci, sacerdoti etc. E porco dio, me l’avete fatto dire, me l’avete fatto. A parte che poi questi, data la situazione economica dell’Italia, al massimo un giorno o andranno a raccogliere i pomodori, o faranno i vetrai, o le ragazze faranno le mignotte. Per cui di cosi’ tanta scuola non c’e’ comunque bisogno.

Ma andate su facebook, ascoltate il Trota sul territorio, fatevi una cultura! (Nota a margine: Leggete, vi prego, il blog “BlacKnights” associato a Tocqueville, quello coi soldatini e “quello che fa male alla sinistra fa il bene dell’Italia”, e in piu’ quell’altro ancora di cui putroppo mi sfugge il nome, ma lo trovate, ed era costernato di come le cose andassero cosi’ male, “dato che, e non potrebbe essere altrimenti, Ratzinger e’ dalla nostra parte”.) E cliccate su “mi piace” quando compare il provvedimento di Zaia in Veneto, quello dell’asilo solo ai veneti residenti per almeno 15 anni. Zaia – quello di “quando il veneto va al mercato del pesce a comprare il branzino vuole sentir parlare veneto” – ha capito benissimo la problematica legata all’istruzione di cui sopra: tu sei figlio di un manager di una multinazionale o di un tecnico specializzato ma sei qui da meno di 15 anni? Cazzi tuoi, tanto noi col tempo gli unici lavoratori che riusciremo ad attrarre saranno badanti e piccoli spacciatori.

Gelmini, Lupi, Alfano, Binetti, Carfagna, Began: partito degli onesti, del merito, dell’amore, dei bocchini a 300 Euro – in una parola, il partito di Noi Cattolici.