Come voi.

dicembre 4, 2018

 

 

A scuola ho fatto il meno possibile: appena mi davano  un voto basso, mamma correva a protestare che stavano soffocando la mia creatività. In genere funzionava. Mi sono iscritto all’università come tanti: per scopare e per farmi i cazzi miei. La laurea  è arrivata – se è arrivata – quando ormai non mi avrebbero assunto manco con un contributo regionale di quelli tosti. Però ho letto tanto: libri di fantascienza, molto Coelho, un sacco di Gibran. E poi comunque ero appassionato di attualità : ho visto un po’ di Report e mi sono reso conto di come fosse semplice sapere tutto, bastava un cambio immagine ed eri già un esperto di finanza locale. Quando mi sono candidato l’ho detto agli amici, ai parenti, a quelle che mi trombavo quando non sapevo che cazzo fare: neanche loro sapevano che cazzo fare, sicché mi hanno votato in Consiglio Comunale . Non ho mai letto una delibera che fosse una, e quando era ora di dichiarare il voto mi inventavo qualcosa sul momento, qualche cazzata che avevo sentito sul computer o nel bar. Tutti erano contenti perché esprimevo la voce della gente del paese. Ho arrotondato lavorando un po’ in nero dove capitava: qualche pizzeria, qualche discoteca. Più che altro mi interessava conoscere gente e trovare da scopare: donne o uomini, alla fine erano tutte esperienze, una valeva l’altra. E poi, grazie ad un pompino fatto ad un tizio mi hanno assunto come consulente di immagine per un’associazione culturale. Ecco, lì ho detto: sono arrivato, questo è quello che so fare davvero, cioè una cosa che nessuno sa che cazzo significhi. Dopo due anni però quei coglioni dell’associazione  hanno perso i contributi pubblici.  E’ stato allora che mi sono ribellato. Ho deciso che dovevo fare di più, che questo paese andava cambiato. Ho chiesto un po’ di soldi in giro, ho fatto qualche marchetta, un po’ ho spacciato: insomma, bene o male ho racimolato quel che bastava per comprare qualche cento voti alle votazioni online. E’ stato facile: nessuno ci aveva pensato, i controlli erano pochi, mi hanno messo in lista. Da lì alla camera è stato un attimo: tutto in discesa. Certo, c’è quella cazzata di dover dare parte della paga: ma vuoi mettere come sto bene io rispetto a tanti che conosco, che non sanno come pagare un aperitivo? Pensa che chi si era mosso in anticipo è arrivato fino a Strasburgo, quel culo rotto. Perché lì veramente ti fai i cazzi tuoi: non come qui che ti badano e rompono i coglioni. Adesso poi c’è ‘sta storia degli abusi edilizi: ma chi non ha mai allargato il bagno facendo gli scarichi in strada? Chi non si è fatto la casetta al mare? Chi non ha mai fatto una tavernetta per gli amici?  E poi, dico: siete mai stati a Scalea? E allora che cazzo volete? Comunque questo paese lo stiamo cambiando, con voi o senza di voi. Tanto non fareste meglio di noi, razza di stronzi che non siete altro. Lo sapete. Oh, se lo sapete.

(State bene. Ghino La Ganga)

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