Occidentali’s Daspo.

febbraio 13, 2017

m_miramare_grande

 

 

 

Mi sembra di aver capito che la logica del Daspo Urbano di Minniti sia riassumibile nel seguente esempio: il Sindaco di Rimini potrà imporre ad uno spacciatore o ad un trecartaro di non farsi più vedere a Marebello, e se lo ritroverà a Rivazzurra.

State bene.

Ghino La Ganga

Rappresentanza©.

febbraio 9, 2017

Ho dato un’occhiata a Riccanza, in onda su MTV. In particolare mi ha colpito la riflessione di uno  dei protagonisti: egli ha dichiarato di avere una giornata molto impegnata, in quanto si reca quotidianamente dal tatuatore e dall’astrologo e spesso non gli rimane molto tempo per fare tutto il resto ( non ha chiarito in cosa consista questo resto, purtroppo).  Ho pensato che il format può essere usato anche per una serie sui consiglieri comunali di oggi. Basterebbe infatti cambiare solo qualche elemento troppo glamour: ad esempio,  si potrebbe spostare l’azione nelle sale consiliari della provincia italiana, e seguire fuori e dentro di esse la giornata degli eletti alle assemblee locali, documentando le loro  ritwittate compulsive e le loro postate di foto suggestive. Si otterrebbe così una  serie interessante, che ci aiuterebbe a capire quanto siano sottovalutati e pieni di iniziative i nuovi eletti della politica locale italiana. Non vi convince? Beh, almeno pensateci su.

State bene.

Ghino La Ganga

Lo confesso: io amo Virginia Raggi. La amo, perché essa rappresenta ciò che sconvolge la vita di un uomo. Qualche esempio? Appena eletta Sindaca, l’ex marito le dedicò un post struggente su come l’avrebbe protetta da lontano. Il vicesindaco dichiarò  di non esserne il fidanzato: e solo dio sa quanto si mordesse le mani dal nervoso fuori chat. L’ex capo del personale del comune si precipitava ad  aprirle le porte dell’edificio, senza che nemmeno lei lo chiedesse. Un ex impiegato comunale, omonimo del Capuleti di Shakespeare, le intestava polizze sulla vita (sua) e si faceva fotografare con lei sui tetti ( del comune). Perfino un ex comico televisivo di Genova –  seppur già temprato dall’aver perso la testa per l’ex moglie di un calciatore degli anni ottanta –  troppo spesso le manda frasi di stima che somigliano tanto ad una cotta. Ed i Pm che l’hanno sentita? Beh, signori: otto ore di colloquio non sono un interrogatorio, bensì la chiara evidenza di una passione cresciuta minuto dopo minuto. Dunque ribadisco: io amo Virginia Raggi. Sono anch’io pervaso da quel tremore, da quel balbettio, da  quella febbre che coglie un uomo quando egli si trova davanti l’essenza della femminilità: ossia una donna che ha l’aria suadente, lo sguardo da cerbiatta, la timidezza di un’adolescente già  cresciuta eppure dolcemente smarrita, in una città troppo grande per lei ma troppo piccola per l’amore che ella sa scatenare. Sì, io amo Virginia Raggi. Voglio dichiararmi, perdere definitivamente la testa per lei: aprirle porte, inseguirla sui tetti, chattare con lei, farmi i selfie mentre le siedo di fianco in stanze tetre, manifestarle la mia passione, suggerirle promozioni e stipendi. Come dite? Mi manca di intestarle una polizza sulla mia vita? Beh, vi fissate proprio sui dettagli. Prosaici che non siete altro. Uffa.

State bene.

Ghino La Ganga

Promo.

febbraio 1, 2017

Andrea Corsini

Andrea Corsini

 

Lo senti, orgoglioso, rivendicare all’Emilia Romagna l’introduzione del termine promo-commercializzazione  nella vecchia legge regionale sul turismo. Già un tempo  il mito della sinistra emiliana si reggeva con fatica: le persone capaci sparivano una dopo l’altra, le nuove leve erano troppo spesso al di sotto delle aspettative. Ci si arrangiava con quel che passavano le sezioni o l’Arci:  se però si metteva  un individuo poco brillante a governare qualcosa, poi lo si puntellava con discorsi scritti, segretari politici molto attenti  e portavoce astuti. Adesso l’individuo poco brillante scrive da sé e fa il portavoce di se stesso. Il segretario politico? Ah, se solo mi ricordassi il suo nome.

State bene.

Ghino La Ganga

I favolosi anni settanta.

gennaio 30, 2017

 

Sul Carlino Rimini di ieri (http://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/cronaca/fellini-dossier-cia-1.2853725)  è apparso un articolo secondo il quale Federico Fellini fu spiato dalla CIA. Ciò sarebbe accaduto  nel  1975, quando il regista  si recò ad un convegno sull’esoterismo in Colombia: convegno al quale parteciparono pure Gabriel Garcia Marquez, Carlos Castaneda ed Uri Geller. E’ evidente che in Sudamerica la CIA,  nella pause tra un golpe e l’altro, non aveva proprio un cazzo da fare per riempire le giornate. Peraltro, anche Fellini doveva avere parecchio tempo libero. Non riesco ad immaginare qualcosa di più insensato dell’andare fino a Bogotà per confrontarsi con uno scrittore che ci metteva tre pagine per dire il giorno della settimana , con un antropologo fissato con  sciamani e stregoni, e con un tizio che  piegava i cucchiaini pensandoci su. Bah.

State bene.

Ghino La Ganga

A simple explanation.

gennaio 22, 2017

Madonna

Madonna

 

Poi un giorno, con calma, qualcuno mi spiegherà quale donna americana si senta rappresentata da una sessantenne dal viso stravolto dalle plastiche, che faticosamente legge un discorso scritto ed infarcito di “fuck you“, tenendo gli occhi semichiusi come chi stenta a smaltire l’ultimo apericena e muovendosi di conseguenza quando attacca la musica. Se poi mi verrà spiegato che tante donne americane si sentono da lei rappresentate, allora le stesse smettano di chiedere in giro perché  Donald Trump ha vinto. Grazie.

State bene.

Ghino La Ganga

Nel paese dei pagliacci.

gennaio 20, 2017

Con i sismologi che ti spiegano come è stato il terremoto dell’altro ieri, ma non sanno mai un cazzo su quello di domani perché una cosa così non si è mai verificata. Con i  meteorologi che prevedono una neve della madonna ma nessuno li ascolta: salvo poi cazziarli se la neve della madonna arriva davvero, perché non l’avevano urlato bene. Con l’albergo che aveva abusi edilizi, che un Pm voleva sanzionare mentre suonava la chitarra in un gruppo rock: sicché poi  è finito tutto prescritto ed i proprietari hanno fatto i cartelloni celebrativi per i tornanti della montagna, quella che poi è franata. Con la Prefettura che non crede a chi chiede soccorso. Con gli elicotteri dei Pompieri che non hanno i fari per il volo notturno: dunque, se succede qualcosa di notte, amen. Con le turbine da neve che devono arrivare da dove non c’è la neve. Con gli spazzaneve che tardano a spazzare la neve. Con lo Stato che non sa imporsi e fare sgomberare le zone terremotate. Con mezza regione senza luce per sei giorni, ed al settimo la luce ritorna ma solo per alcuni comuni, così negli altri possono continuare a bestemmiare al lume di candela.  Con i cantanti che non sono finiti sotto la slavina e devono dirlo in diretta tv. Con la Protezione Civile che ha un Capo che parla ed una Portavoce che parla: poi parla anche il Commissario alla ricostruzione, così dopo siamo a posto. Con l’aria da caravanserraglio itinerante dei convogli dei soccorsi, fermi  perché la neve li blocca in una zona dove erano anni che non vedevano una neve così:  e pensare che ci nevica praticamente tutti gli anni. Con la voglia fortissima di mandare a fare in culo chi aveva detto che viviamo in un paese bellissimo e che siamo fortunati. Se non fosse che è morto da tempo.

State bene.

Ghino La Ganga