Eccone un’altra.

marzo 10, 2021

Il giorno in cui le donne si accorgeranno che l’ostacolo all’uguaglianza di genere non sono gli uomini, ma le donne, arriverà sempre troppo tardi.

State bene.

Ghino La Ganga

Ossigenarci.

marzo 4, 2021

Parlare del Movimento Cinquestelle nel 2021 è come parlare di un gruppo di adolescenti acriticamente entusiasti di qualunque novità passi il convento, nonché fermamente convinti che le loro osservazioni siano luce nelle tenebre. Ieri Vito Crimi, che della congrega è il reggente, ha elargito ai suoi sodali la seguente riflessione: ” Il Movimento deve cambiare, dobbiamo tornare ad occuparci a ossigenarci. E’ necessario recuperare il dialogo con la società civile e uscire dall’autoreferenzialità”

Parole che ci riportano di colpo a circa trent’anni fa, quando ciò che restava dei partiti storici cercava di fermare un’agonia trista ed inarrestabile. Curioso che, a pronunciare una frase che sembra uscita dal 1993, sia un uomo che ha quasi 49 anni: un uomo che nel 1993 di anni ne aveva 21, sicché dovrebbe oggi scansare la cupa riproposizione di tormentoni che udiva in giro e in ogni dove quando era ragazzo. La frase di Crimi ci pone dunque alcuni seri quesiti: è l’intera generazione della quale egli fa parte ad essere così stordita da non ricordarsi di nulla? Oppure è quella strana condizione di eterno presente, che da decenni ci avvolge e non ci abbandona, a farci sembrare fresche certe opinioni, che fresche non erano neanche quando apparvero la prima volta nel secolo scorso? E’ dunque la società italiana intera ad essere così involuta, da prendersi sul serio anche quando spara la prima ed usurata fregnaccia che capita? Casi come la Taverna, la Lombardi, la Bottici sono solo dei buffi passatempi umani, preziosi per riempire una pagina di quotidiano lasciata vuota dalla pandemia, oppure costituiscono la vera ossatura del paese, così ferma e consolidata da non lasciare spazio ad altri esempi culturali (ma mi verrebbe da dire: antropologici)? Dobbiamo ossigenarci, dichiara l’enfatico Vito Crimi. Sa almeno chiarire dove si è ossigenato lui, per favore?

State bene.

Ghino La Ganga

La democrazia è un’ideologia come le altre ma almeno al momento è preferibile ad una dittatura, gestita da quel fascista di merda con la boccuccia a culo d’anatra che è Donald J. Trump, ed amplificata da disadattati dell’informazione e mesti buffoni di corte come la nostra cara Maria Giovanna. Sono lunghi anni che questo disgraziato naufragio gonfio di risentimento ed alcool di bassa qualità ci spacca i maroni su quanto è popolare Trump, quanto è decisionista Trump, quanto è benvoluto Trump, quanto guadagna voti tra le minoranze Trump mentendo preterintenzionalmente, senza pudore, elevando la menzogna a progetto politico, attuando e raffinando quella dezinformacija sovietica che ci ricorda come l’acredine dei socialisti verso i comunisti altro non era che l’invidia dei mezzi briganti, pulsione scomposta e mal repressa volta al desiderio frustrato e frustrante di godere della stessa popolarità.

Però Maria Giovanna non si è data per vinta: da brava mentitrice seriale ed analista incapace, ha delirato per mesi di “misure di successo contro il COVID” da parte di Trump, laddove l’assoluta mancanza di coordinamento ed organizzazione della precedente amministrazione passerà alla storia come caso da manuale in cui chi, in futuro, dovesse affrontare calamità simili eseguirà certamente l’esatto contrario. Il meglio però ce lo ha riservato sui “grandi successi in politica estera”, area in cui l’amministrazione Trump si è fatta prendere per il culo dal mondo intero ed ha contribuito a legittimare e rafforzare tutti i suoi competitor di area e globali, in particolar modo la Cina, che ora gode di un surplus commerciale da record con gli Stati Uniti e il cui Comitato Centrale si sta ancora devastando dalle risate dopo aver visto Trump chiedere in ginocchio a Xi Jinping di “comprare prodotti americani per aiutarlo a vincere le elezioni”.

Sul fronte interno le cose non sono andate meglio: il paese era già in recessione a Febbraio, pre-COVID, e quando la pandemia ha colpito è stata subito chiara la natura effimera della crescita trumpiana, fatta di tagli di tasse pro-disuguaglianza e che al contempo deprimevano tutti gli indicatori economici rilevanti, tra cui investimenti domestici, ordini di beni materiali, ed investimenti stranieri. Se incrociamo questi dati con la stagnazione degli stipendi ed il mancato intervento sulle infrastrutture si rivela la fragilità dell’occupazione, fatta di posti di lavoro creati serialmente e senza innovazione, spazzati via alla prima difficoltà.

Spettacolo ancor più divertente sono stati i tanti vaffanculo che il nostro bulletto fascista e ritardato ha preso a tutti i livelli : Aaron Van Langevelde che, kelsenianamente, spiega ai presenti che il comitato di certificazione dei voti del Michigan non ha altri poteri che approvare data la soddisfazione formale delle condizioni esistenti; il segretario di stato della Georgia che, bianco come uno straccio, capisce che i democratici l’hanno battuto al gioco del quale lui ha scritto le regole e manda a cagare tutti i rappresentanti dello stato; il governatore dell’Arizona che, essendosi finalmente frantumato i maroni dei disturbati psichici del suo partito spiega che, al netto di uno dei regolamenti elettorali più blindati del paese, è ora di andare avanti perché non ha voglia di perdere tempo con gente da rinchiudere in istituti di igiene mentale.

Il capitolo delle cause in tribunale è stata un’altra debacle con la quale coprirsi perennemente di ridicolo: l’highlight rimane senz’altro il ricorso alla Corte Suprema da parte del Texas, cui il Procuratore Generale della Pennsylvania ha risposto, tra le righe, che se continuavano a rompere i coglioni sarebbe presto venuto il momento di verificare la supposta padronanza che i texani hanno con le armi da fuoco, ricordandogli che la battaglia di Gettysburg loro l’avevano già vinta, e se volevano una replica più cruenta potevano cominciare ad accomodarsi e ritornare sul luogo della precedente disfatta.

A tale proposito, voglio rassicurare i tanti amici che hanno paventato altri assalti al Campidoglio, gruppi di redneck armati che assaltano i palazzi federali e le legislazioni statali etc.: sappiamo sparare anche noi, e per quanto riguarda il terrore e senso di colpa prima di premere il grilletto, confermo senza timore di smentita che non sparare in faccia a un sostenitore di Trump con intenzioni bellicose sarebbe rendere un disservizio al paese.

Quel suonato di Trump non ha nemmeno saputo organizzare un colpo di stato decente – anche perché, essendo sempre stato minoranza, la sua leggendaria codardia si manifestava ancor più palesemente. E prima di ogni analisi elettorale, va messo in chiaro che la battaglia fondamentale di questi signori è un fare a capate con l’aritmetica: se anche un candidato ammaccato, debole, compromesso, e in ultima analisi impresentabile come Hillary Clinton prende tre milioni di voti più di te, e basta un ecumenico Nonno Biden a prenderti a pizze in faccia, è ovvio che non se ne esce e l’unico modo di essere rilevante è barare, truffare, mentire a sfinimento, coltivare frange estremiste perché almeno quelle ti votano, impazzire, invocare complotti risibili, gridare e tirare roba, arrivando al colpo di stato. Particolarmente indigeribile sta diventando la stanca litania sullo small government – roba che, come diceva Carl Schmitt, non fa altro che confermare che questi signori non hanno alcuna idea di come far funzionare lo stato.

L’investimento libidinale su Trump è di quelli da cui non si torna indietro – chi altro trovare che meglio incarna quell’idea prevalente della metafisica occidentale, quel cianciare di libertà che è solo oppressione e quella inclusione che non è altro che omogeneizzazione violenta? Trump era il katechon al negativo che ti consentiva di andare per strada e sparare ai neri in allegria e in piena certezza del diritto, di discriminare trionfalmente e senza colpa, di non chiedersi mai se un’inclusione fosse possibile. Quel risentimento dei deboli che guarda alla nazione afro-americana – stuprata, massacrata, caricata a forza su navi, sfruttata, emarginata, immiserita, cancellata, annichilita – come responsabile, chissà in che modo, della loro obesità e della loro miseria. Alla stessa maniera ogni azione sadica di Trump – tutte le famiglie di immigranti che separava, le esecuzioni che ordinava, le polizze di sanità che revocava – per Maria Giovanna erano un uppercut immaginario agli sberleffi di Francesca Reggiani, ai comitati di redazione che l’avevano censurata, ai colleghi di sinistra che avevano fatto carriera al posto suo. Un ritorno ai bei tempi socialisti, di cui spesso si intravede la funerea insipienza sulle pagine di Dagospia – con Red Ronnie, i Vanzina, Alda D’Eusanio e appunto con Maria Giovanna, panorama di parassiti-zombie ben decomposti sin quando erano giovani.

Anskij

*Tanti sono i voti ricevuti da Joe Biden – tuttavia, non dimentichiamo che la Corte Suprema non si è ancora pronunciata sui voti timbrati correttamente ma arrivati dopo il 3 Novembre in Pennsylvania: a occhio e croce, sarebbero altri 10.000 servizi.

Uno valeva uno.

febbraio 9, 2021

E spero che il quesito che verrà proposto sia il più possibile chiaro e ricco di informazioni, così da consentire a tutti di votare in modo consapevole e secondo la propria coscienza. La democrazia diretta è da sempre il faro del Movimento 5 Stelle.

Così la Senatrice Laura Bottici due giorni fa su La Stampa. Un meraviglioso spaccato di ciò che il Movimento – eretto ad entità autonoma dotata di propria vita – pensa di se stesso: il Movimento dice ancora che uno vale uno, ma in cuor suo non è così sicuro che l’uno di fianco a lui ci capisca qualcosa. La Senatrice Bottici si lascia dunque scappare la conferma di quel che si nota in giro: chi ieri ha votato lei ed i suoi, oggi cambia discorso se gli si parla, e cambia financo strada se lo si incontra. Il senso di imbarazzo fuoriesce da ogni dove: parlamentari che si staccano, gruppi autonomi che si formano, consiglieri comunali che disertano le sedute, consiglieri regionali che oppongono silenzi ed astensioni. La verità è che uno non vale uno, e che quando a far domande e spunte arriva un Professore vero ( per intenderci: uno di quelli con un curriculum poco fantasioso e senza Padre Pio nel taschino) son cavoli amari per molti, specie se la scolarità degli interpellati è modesta ed il di loro titolo di studio non è tra i più alti. Il Movimento Cinque Stelle ha comunque avuto un pregio: mostrare la vera media dell’abitante italico, convinto che una visione congiunta delle Jene e di Report valesse quanto un master. ” Beppe è un sognatore, con una visione del futuro. Ha la capacità di farci vedere dove i nostri occhi non vedono” , chiosa la Senatrice. Già. Peccato aver bisogno di un quesito chiaro e ricco di informazioni, allora. State bene.

Ghino La Ganga

Slalom parallelo.

giugno 4, 2020

 

Constato forti similitudini tra lo stato della nostra magistratura e quello della nostra virologia.

State bene.

Ghino La Ganga

 

 

 

Fase due, quasi tre.

maggio 25, 2020

 

 

“Oh.”

“Eh.”

“Io voglio fare l’assistente civico.”

“Anche io. Così vado davanti ai locali e rimorchio due o tre fighe.”

“Bravo. Arrivi, fai due urli sulle distanze, ti incazzi se non vedi mascherine, poi fai il buono e tiri giù qualche numero di telefono.”

“Perfetto. E poi si guadagna.”

“ Ma sì, anche se dicono di no: vuoi che non ci scappino quei due/trecento euro a settimana?”

“Bravo. Così ci paghiamo una donnina ogni tanto.”

“Ma han ripreso, ‘ste donnine? Perché la Vanessa di Bakeca mi dice sempre che fa solo videochiamate.”

“Che palle. Non lo sa che siamo nella fase due?”

“Lo sa, lo sa. Solo che vuole alzare il prezzo.”

”Uffa, che brutta storia. Non è giusto.”

“Non è giusto no. Già dal barbiere ho dovuto spendere tre euro in più. Che fregatura!”

“Vero. Senti, ma è vera ‘sta storia che al Viminale non ne sapevano un cazzo degli assistenti civici?”

“Secondo me è vera. Son quelle cagate lì , quelle che vengono in mente a quello scemo che fa il suggeritore.”

“Uh, è vero. Adesso ci farà pure una conferenza stampa con gli amichetti sua.”

“Già. Però intanto noi ci buttiamo a pesce.”

“Certo. E comunque assistente civico suona bene. Puoi non sapere far un cazzo, ma rompere i coglioni a tutti: e nessuno ti può dire niente.”

“Un po’ come fa lui.”

Esattamente come fa lui.”

“ Dai, appena esce il bando via che andiamo. Ciao.”

“Occhei. Ciao.”

(In sottofondo : Purple Disco Machine, In My Arms. State bene. Ghino La Ganga)

 

 

 

Giusto.

E se cominciassimo dalla vostra?

State bene.

Ghino La Ganga

 

 

 

Aisha.

maggio 11, 2020

 

 

Se la chiami Silvia, s’incazza lei. Se la chiami Silvia Romano, s’incazza la famiglia. Se chiedi come è stato pagato il riscatto, s’incazza Gino Strada. Se chiedi come è stato avvisato Di Maio, s’incazza Casaleggio. Se chiedi dettagli su come è avvenuta la conversione, s’incazzano i Comboniani. Se dici che hanno fatto tutto gli 007 Italiani, s’incazzano i Turchi. Se chiedi in che rapporti è oggi con Africa Milele, s’incazza Avvenire. Fortuna che quella  in Kenya era una missione di pace.

State bene.

Ghino La Ganga

Di notte.

marzo 21, 2020

 

 

Non possiamo rischiare di alterare ulteriormente la tenuta emotiva del Paese 

disse quello che faceva i comunicati di notte.

(State bene. Ghino La Ganga)

 

 

https://www.iene.mediaset.it/video/ecomostri-quartiere-zen_532834.shtml

Mi è rimasto impresso il passaggio al minuto 4’06”:

… Io non posso vivere allo ZEN. Non faccio il proletario. Faccio un altro mestiere. Non faccio l’operaio. Faccio un’altra cosa.”

State bene.

Ghino La Ganga