Trainsadness.

febbraio 26, 2017

t2-trainspotting

 

Vai a vedere T2 Trainspotting . Capiti seduto vicino ad un gruppo nel quale l’età media è 19 anni, la domanda più frequente durante la proiezione è: ma tu l’hai visto il numero 1? e la risposta più frequente è: no. Ti viene tristezza: ti senti spiazzato, lento ed impacciato come il numero 2.

State bene.

Ghino La Ganga

 

Quella lì.

febbraio 23, 2017

Beatrice Lorenzin

Beatrice Lorenzin

 

 

Non ho capito: la sua prossima levata di scudi sarà contro i concorsi  per i quali è richiesta la laurea, sicché lei non può partecipare?

State bene.

Ghino La Ganga

So che dovrei scrivere qualcosa più di frequente, ma assistere all’ennesima scissione a sinistra mi fa solo pensare a quanto sono vecchio, e a quante ne ho già viste. E a che mezze tacche sono tutti i protagonisti dell’attuale scissione. E a che mezze tacche saranno tutti i protagonisti della prossima scissione. E a che mezze tacche saranno tutti i protagonisti della scissione successiva. E di quella dopo ancora. E di quella ancora seguente. Perché le mezze tacche, anche quelle piccole,  si possono pur sempre dividere in due. Mannaggia.

State bene.

Ghino La Ganga

P.s.: i Roxy Music sono stati tutt’altro che mezze tacche, sia chiaro; è solo che la loro canzone ha un titolo funzionale .

Occidentali’s Daspo.

febbraio 13, 2017

m_miramare_grande

 

 

 

Mi sembra di aver capito che la logica del Daspo Urbano di Minniti sia riassumibile nel seguente esempio: il Sindaco di Rimini potrà imporre ad uno spacciatore o ad un trecartaro di non farsi più vedere a Marebello, e se lo ritroverà a Rivazzurra.

State bene.

Ghino La Ganga

Rappresentanza©.

febbraio 9, 2017

Ho dato un’occhiata a Riccanza, in onda su MTV. In particolare mi ha colpito la riflessione di uno  dei protagonisti: egli ha dichiarato di avere una giornata molto impegnata, in quanto si reca quotidianamente dal tatuatore e dall’astrologo e spesso non gli rimane molto tempo per fare tutto il resto ( non ha chiarito in cosa consista questo resto, purtroppo).  Ho pensato che il format può essere usato anche per una serie sui consiglieri comunali di oggi. Basterebbe infatti cambiare solo qualche elemento troppo glamour: ad esempio,  si potrebbe spostare l’azione nelle sale consiliari della provincia italiana, e seguire fuori e dentro di esse la giornata degli eletti alle assemblee locali, documentando le loro  ritwittate compulsive e le loro postate di foto suggestive. Si otterrebbe così una  serie interessante, che ci aiuterebbe a capire quanto siano sottovalutati e pieni di iniziative i nuovi eletti della politica locale italiana. Non vi convince? Beh, almeno pensateci su.

State bene.

Ghino La Ganga

Lo confesso: io amo Virginia Raggi. La amo, perché essa rappresenta ciò che sconvolge la vita di un uomo. Qualche esempio? Appena eletta Sindaca, l’ex marito le dedicò un post struggente su come l’avrebbe protetta da lontano. Il vicesindaco dichiarò  di non esserne il fidanzato: e solo dio sa quanto si mordesse le mani dal nervoso fuori chat. L’ex capo del personale del comune si precipitava ad  aprirle le porte dell’edificio, senza che nemmeno lei lo chiedesse. Un ex impiegato comunale, omonimo del Capuleti di Shakespeare, le intestava polizze sulla vita (sua) e si faceva fotografare con lei sui tetti ( del comune). Perfino un ex comico televisivo di Genova –  seppur già temprato dall’aver perso la testa per l’ex moglie di un calciatore degli anni ottanta –  troppo spesso le manda frasi di stima che somigliano tanto ad una cotta. Ed i Pm che l’hanno sentita? Beh, signori: otto ore di colloquio non sono un interrogatorio, bensì la chiara evidenza di una passione cresciuta minuto dopo minuto. Dunque ribadisco: io amo Virginia Raggi. Sono anch’io pervaso da quel tremore, da quel balbettio, da  quella febbre che coglie un uomo quando egli si trova davanti l’essenza della femminilità: ossia una donna che ha l’aria suadente, lo sguardo da cerbiatta, la timidezza di un’adolescente già  cresciuta eppure dolcemente smarrita, in una città troppo grande per lei ma troppo piccola per l’amore che ella sa scatenare. Sì, io amo Virginia Raggi. Voglio dichiararmi, perdere definitivamente la testa per lei: aprirle porte, inseguirla sui tetti, chattare con lei, farmi i selfie mentre le siedo di fianco in stanze tetre, manifestarle la mia passione, suggerirle promozioni e stipendi. Come dite? Mi manca di intestarle una polizza sulla mia vita? Beh, vi fissate proprio sui dettagli. Prosaici che non siete altro. Uffa.

State bene.

Ghino La Ganga

Promo.

febbraio 1, 2017

Andrea Corsini

Andrea Corsini

 

Lo senti, orgoglioso, rivendicare all’Emilia Romagna l’introduzione del termine promo-commercializzazione  nella vecchia legge regionale sul turismo. Già un tempo  il mito della sinistra emiliana si reggeva con fatica: le persone capaci sparivano una dopo l’altra, le nuove leve erano troppo spesso al di sotto delle aspettative. Ci si arrangiava con quel che passavano le sezioni o l’Arci:  se però si metteva  un individuo poco brillante a governare qualcosa, poi lo si puntellava con discorsi scritti, segretari politici molto attenti  e portavoce astuti. Adesso l’individuo poco brillante scrive da sé e fa il portavoce di se stesso. Il segretario politico? Ah, se solo mi ricordassi il suo nome.

State bene.

Ghino La Ganga