Pagamento in natura.

Dicembre 16, 2009

Quando finge di scordarsi che ti deve pagare per il lavoro che hai fatto, allora, lo strozzeresti. Poi però ti ricordi di due episodi.

Il primo fu durante l”università,primavera 1987. Eri a casa che studiavi, stanco. Arrivò lui, sul fuoristrada targato RSM con altri due amici vostri, strombazzando a più non posso, forza- forza- sali- sali; salutò tua madre signora come sta, sempre bella, eh? complimenti, andiamo a prendere un caffè a Rimini, eh? e via di corsa, verso Rimini, che poi diventò Riccione perchè Rimini in fondo è scontata; e poi Cattolica perchè in fondo, uffa, siam sempre a Riccione, poi divenne Pesaro, che nelle Marche il caffè  è più buono, sarà l’aria di Rossini, ah ah ah che cazzata; poi Ancona, vuoi mettere la vista del porto dall’alto? poi s’era fatto tardi per un caffè, puntaste nell’entroterra, ci facciano una crescia col formaggio? ma insomma, adesso, ’sta crescia, non è meglio andare a Perugia, ormai siamo a poca distanza, come si mangia a Perugia, ma come si mangia,eh? che poi ci son quelle due amiche di Roberto… come quale Roberto, Roberto lui,quello seduto dietro, va la’, che ci son quelle due …ho capito, passiamo anche Perugia, sennò son botte; e alla fine arrivaste nel Lazio, cioè : direttamente a Roma, cazzo, ma siamo a Roma, eh, e allora? scusate, se v’ho fatto ’sto dispetto….invece di ringraziare… e finiste a Trastevere, in trattoria, un’abbuffata della madonna, tu telefonasti ai tuoi,sono a Roma, con tuo babbo che rideva, io lo so che quando arriva lui poi fate cazzate; almeno andate piano….poi in macchina andaste in Piazza di Spagna: sì,esatto, proprio nella Piazza, alle dieci di sera,pieno di gente, che vi fermarono due vigili chidendovi come cazzo eravate messi, e lui tirò fuori serissimo e impettito  non si sa quale tessera di una biblioteca sanmarinese, dicendo sono in visita diplomatica, mi son perso, ah sì, s’è perso? e come cazzo faceva lui, a rendersi così simpatico e credibile, che quelli a momenti vi scortavano, ma dove dovete andare? chiamiamo una scorta… mannò, adesso giriamo qua, grazie-grazie-grazie… e parcheggiaste in una via in pieno centro, appena scesi praticamente non respiravate dal ridere, alla fine lo prendeste, ’sto caffè, che offrì Roberto, giraste per  Roma , poi a notte fonda riprendeste la via di casa, vi alternaste alla guida, ridere e ridere,arrivaste all’alba; ma che cazzo di roba, e io che devo studiare, ma che cazzo devi studiare, lascia stare, vedi me? dovrei studiare anche io; e poi,oggi non ho studiato, non abbiam studiato? Cazzo: geografia, cucina,diplomazia,parcheggio…

Il secondo fu nel 1993. Niente morosa: sparita. Tu a casa, nero,tristissimo. Era sera, primavera. Sentisti strombazzare fortissimo: il fuoristrada targato RSM al cancello con lui alla guida e la sua morosa a fianco, forze-forza-sali-sali;  salisti, dove andiamo, a vedere le focarine di san giuseppe, pataca,ma guarda chi t’ho portato e lì nel sedile dietro c’era la sorella della sua morosa, che era carina-carina e lui tranquillo,davanti alla sua morosa e alla di lei sorella: oh, ghino, lei s’è appena lasciata col moroso, quel cretino, tu sei libero… adesso vedi un po’ te…e faceva le curve ai duecento, così vi saltate subito addosso e non perdiamo tempo,no?

Ti ricordi ’sti due episodi, ti viene in mente che è un figlio di puttana simpaticissimo; anzichè mandarlo a culo ti viene da chiamarlo e dirgli: senti,non pagarmi ; dammi la tua faccia da culo, che te la invidio da sempre e siamo a posto così,pari e patta.

State bene.

Ghino La Ganga  

L’umanità.

Dicembre 15, 2009

Che poi alla fine, con quella faccia impastata di sangue e cerone,l’occhio mezzo spento,l’aria smarrita di chi proprio non se l’aspettava,il mezzo saltello per star sul predellino comunque, le guardie del corpo che lo pigliavano e lo sbattevano sul sedile con la testa mezza riversa indietro,come si fa con i vecchi quando cascano e bisogna portarli in fretta all’ospedale; con tutto questo,dicevo, a me ha fatto una pena infinita, una pena della miseria; m’è venuto in mente che c’ha settantatrè anni e fa il pataca dove gli capita, spara cazzate anche pesanti, rompe i coglioni, dice frasi a vanvera, ci fa far figure in giro; sì, è vero, è gretto, volgare,inopportuno, fa il fenomeno; ormai alle cose che racconta ci crede poco anche l’ultima donnina che ha rimorchiato, che alla fine ha fregato anche lei, niente soldi e niente condominio; di amici non ne ha tanti e deve cercarseli all’estero: gente che poi, te la raccomando, uno che ti regala un letto come deve essere messo;  a me viene in mente uno zio di mia mamma, che giocava d’azzardo e faceva tanto quello sveglio,  poi alla fine s’è ridotto senza soldi, andava avanti a prestiti, rompeva i coglioni a tutti, nessun parente lo voleva tra i piedi, lui sempre in giro a salutare i passanti in piazza, come stai come non stai; alla fine gli è venuto un coccolone, lì vicino a casa, abitava dai miei nonni che  più che altro lo sopportavano; mi ricordo che lo soccorremmo, io e un altro mio parente, e pensare che quello zio mi faceva soggezione quand’ero piccolo, perchè era alto e sembrava sempre sapere il fatto suo, e me lo son trovato tra le braccia mezzo morto, respirava male; gli abbiamo allentato la cravatta, che la portava sempre, respirava come poteva, diceva solo diobono muoio, i miei parenti tutti intorno, arriva,st’ambulanza? e lui che voleva provare a sorridere simulando di riprendersi, un’ l’è nulla, ansimava,poi sbiancava; mi ricordo le mani gelate, la bava che gli usciva di bocca piano piano, il corpo abbandonato, gli infermieri che lo mettevano sulla lettiga come un pacco, ovvìa,su, che alla fine sull’ambulanza son salito io e basta, non c’era posto, gli altri dietro sulle macchine; con la mano gelata, che gliela tenevo, l’infermiere che non sapeva bene cazzo fare, gli metto la maschera dell’ossigeno o no, e lui che gli diceva senza voce ma un’ si disturbi; e a me,pianissimo: tu-te s’è salito,ma agli altri un’ gli garbo. 

State bene.

Ghino La Ganga

Poteva mancare il pistolotto ignorante di Sua Eccellenza, dopo l’aggressione a Silvio? Ma certo che no, ovviamente, con tutto il solito corollario di cazzate alla Negri, tipo che Belusconi è odiato “perché vicino al popolo”, e tutta una serie di pugnette stantie profferite da questa testa di cazzo infinita la quale, anziché esultare per la sua lobby ciellina che ha occupato militarmente tutta la Lombardia, trova pure il modo di venire in soccorso degli impuniti delirii di Caffarra, e le sue richieste di limitare i servizi sociali alle sole coppie sposate. Non solo, ma dal basso della sua sussiegosa e tronfia arroganza, ce li vende pure come lezioni di “vera laicità”. Bene, e allora visto che pure loro, a parte le numerose famiglie clandestine, almeno sulla carta sono single, che cominciassero a smetterla di approfittare dello stato italiano che si mette a pecora. Quando Sua Eccellenza se ne andrà a fare in culo sarà sempre troppo tardi.

Lapo in the sky.

Dicembre 14, 2009

 

L’ho visto intervistato  a sky tg24, m’ha di nuovo stregato. Son stato mezz’ora a sentirlo. Adesso si occupa di comunicazione basata sul suono legato alle immagini del prodotto. Come una volta facevano marlboro e nescafè, che “legavano suono e prodotto”.  

L’intervistatrice ha cercato di capir meglio: ci faccia un esempio, come legherebbe suono e immagine di sky?

“Facendo sentire tuoni,pioggia,tutto quello che è legato al cielo.”

Ah.Interessante.

Ha proseguito con il calcio,la juve: ” Io quando ho visto la juve vincere contro l’Inter ho gioito come un bambino . Però mi trattengo.”

Perchè?

” Perchè cerco di essere costruttivo. Mi dispiace se esagero nel giorire,che poi mi pento di quel che dico.”

L’intervistatrice era brava: sempre più perplessa, manteneva tuttavia un tono serio.

Cosa pensa della juventus?

“Che deve essere cazzuta. “

Non riusciva a collegare  maschile e  femminile:

“un calciatore deve essere orgogliosa di giocare in una squadra che ha un blasone invidiata da tutti.” 

La difficoltà di collegamento,a un tratto,s’è fatta pesante:

“La vita di un uomo,come quella di una persona, è breve.”

L’intervistatrice ha capito che era bene chiudere come meglio poteva: i suoi fratelli hanno figli; lei pensa di diventare padre? E se sì,come chiamerebbe il figlio o la figlia?

E’ rimasto pensoso. Poi ha sentenziato.

“No,padre ancora non voglio diventare. Ma se avessi una figlia la chiamerei Italia.”

Che bel nome,ha commentato l’intervistatrice.

L’intervista è finita.

M’è ripresa quella dipendenza. Devo ribeccarlo su qualche canale. Sentire le sue massime. Sto già male,senza vederlo e sentirlo.

State bene,voi che non l’avete visto e udito.

Ghino La Ganga

 

Babbi e Natali subito.

Dicembre 14, 2009

Abitare in romagna a volte è una rottura di palle, a volte è interessante. Specie quando le genti di questa terra si lasciano andare alle loro pulsioni più profonde: che si concretizzano nella smania di fare una cosa,una cosa qualsiasi, e, porcamiseria, di farla subito-subito-subito;  se uno si azzarda a obiettare, è il classico testa di cazzo pataca dinastico, perchè figlio di una nota famiglia di teste di cazzo pataca come lui.

Prendete quelli del club vespa di San Mauro Pascoli (FC),per esempio: decidono di fare un’esibizione a cavallo delle loro vespe,tutti vestiti da babbo natale (dunque: tanti babbi natali), scorazzando per il centro cittadino e distribuendo dociumi ai bambini .

Senonchè decidono di farla domenica 13 dicembre, e protocollano le richieste in comune il giorno 11: quando una cosa la devi fare,la devi fare,e poche pugnette se manca poco e dal comune manco rispondono.

La mattina di domenica tredici dicembre  tredici si presentano in piazza, vietata al traffico, tutti vestiti e bardati da babbi natali: piove a dirotto,in giro non c’è nessuno.

Col cazzo, che desistono:  lasciano in mezzo alla piazza una fiat punto appoggio, le vespe, e vanno al bar a prendere un caffè con mogli e figli al seguito per decidere come procedere.

Mentre son lì,arrivano i vigili a chiedere decisi la rimozione di punto,vespe e madonne varie: ne sorge un aspro alterco tra vigili e babbi natali, finito oggi sui giornali locali.

Ecco:io un venti euro per esser lì a sentir le madonne li avrei pagati. Magari vestito da re magio,hai visto mai.

State bene.

Ghino La Ganga

Adesso, grazie alla convalescenza, quella povera stella di Silvio ha tutte le opportunità di capire come si sentono gay ed immigrati aggrediti dai suoi elettori-minorati mentali, ben addestrati da ciellini, foglianti e altre merde varie ed eventuali.

Il maestro superato.

Dicembre 11, 2009

 

Ecco,Pierluigi Celli: è accaduto quel che manco tu t’aspettavi,tra l’altro.

T’ha preso alla lettera uno che non mi risulta abbia mai seguito i tuoi corsi,nè letto i tuoi utilissimi libri,nè militato ( a quanto mi risulta) nell’agesci, della quale tu fosti  animatore indefesso.

 

 

Trattasi di Fabrizio Corona: uno che il fine lo dà per scontato , e che ha sempre nobilitato i  mezzi in quanto tali; pensa a quando gettava banconote false da cento euro dalla sua Bentley per fermare la polizia alle calcagna.

Se ne andrà dall’Italia che gli fa schifo, e che ( son parole tue,Pierluigi) non lo merita .

 

 

 

 

 

 

 

 

Beh,che dire: fai proseliti, Pierluigi.

Resta sempre che attendiamo con ansia il tuo,di andartene a fanculo.

State bene : tu, Fabrizio Corona e i lettori.

Ghino La Ganga

La chiamavano prima linea.

Dicembre 10, 2009

Se poi li osservi bene, gli sguardi di Sergio Segio e di Susanna Ronconi nelle foto tessera del 1979, ti fan pensare.

Lui con gli occhi fissi, inquietanti: gli occhi di uno che all’inizio ti parla,perfino cordialmente; poi d’improvviso comincia a pensare che sei un nemico, sicchè ti osserva più intensamente,poi ti fa domande a trabocchetto per vedere a cosa può attaccarsi per motivare la successiva,inevitabile,violenza.

Non credo distinguesse tra persona ed oggetto: probabile che,salito su un autobus, egli osservasse così anche la macchinetta per obliterare il biglietto; prima con curiosità,poi con diffidenza, poi con nervoso,poi con astio,poi con odio. Indi  spaccava la macchina ,verosimilmente:  dopo averla fissata per tanto tempo e con tanta intensità, aveva senz’altro raccolto le prove della necessità di distruggerla,dacchè se ci aveva perso tanto tempo gli stava sul cazzo, non c’era altra spiegazione.

Susanna Ronconi,invece, teneva lo sguardo in aria. Gli occhi  rivolti non proprio al cielo, ma a un non meglio precisato punto sopra alla testa dell’interlocutore. Lo sguardo di chi è in missione per un’entità superiore,dunque ha diritto di vita e di morte su chi si trova al di sotto dello sguardo medesimo: persona o cosa non importava,era comunque un oggetto insignificante. Chi è in missione per scopi superiori non si cura di chi transita per la strada da percorrere : quel “chi” deve  esser tolto dalla via,perchè il curarsene  significherebbe non solo abbassare gli occhi, ma degradare la missione.

Che dai due sguardi, e dall’iconografia risultante,  emerga  una sintesi di   elementi di dottrina comunista e cattolica,è un fatto del tutto casuale.

Ne converrete.

State bene.

Ghino La Ganga

Vogliamo un difensore vero.

Dicembre 9, 2009

Caro Fabio Zavatta: non ci caschiamo.

 Non ci importa che tu sia stato  vicesindaco di Rimini nella prima giunta DS-PPI del 1992, Presidente PD del consiglio provinciale  di Rimini fino al 2009,nè che tu abbia  fatto parte di consigli d’amministrazione assortiti; non ci importa nemmeno che tu sia stato  ( come il Ceccarelli Sergio,quello della Gladio dei Matti) preside del cittadino  liceo classico Giulio Cesare : non ci freghi, non puoi  fare quello conservatore. Sei troppo progressista. Ma c’è di peggio: sei un senza nerbo.

Un esempio?

La tua uscita di ieri contro i Dico . Eri partito bene:

 ” la famiglia va assolutamente difesa in questa società sempre più votata all’individualismo e che evita le responsabilità. Prima di tutto gli amministratori  e la politica devono sostenere le famiglie che sono unite dal matrimonio secondo le leggi e che si assumono la responsabilità di mettere al mondo dei figli, di crescerli, di istruirli.”

Il prosieguo faceva ben sperare:

Se nel PD  ignoreranno le posizioni di noi cattolici, noi non saremo teneri. Non è che abbia sposato qualcuno in politica. Su temi come questi abbiamo dei cromosomi diversi, ma il campo è molto variegato anche nel centrodestra,dove molti parlano di questi temi senza troppa convinzione”

Bravo,dicevamo: ecco  un cattolico vero,uno coi coglioni, che mena a destra e sinistra senza tanti giri di parole.

Invece no: sei franato miseramente nel finale:

Io ho fatto anche la battaglia contro il divorzio e non me ne pento perchè sono convinto che la radice di tanti guai nasca da lì,la famiglia è stata minata.”

Mamma mia: che povero illuso. Cosa pensi,che ci bastino queste quattro cazzate e una tua difesina della famiglia nel 1974,in  quella barzelletta di referendum dove se ti opponevi al divorzio neanche ti facevi male, per convincerci che sei un valido difensore di noi cattolici?

Ma cosa è,ci prendi per scemi?

Come minimo,dovresti sentirti in colpa per non avere individuato le principali cause della crisi dei valori cattolici nel nostro paese, cause che tutti conoscono bene, ma che è opportuno ricordare  in ordine sparso,visto che fai finta di scordartele : la vittoria della repubblica al  referendum , il voto alle donne, il sussidio di  maternità ( che è stata un’implicita resa all’assurdità  che le donne potessero lavorare), la diffusione della fiat 850 che permise ai giovinastri accoppiamenti più comodi di quelli sulla fiat 500, la costituzione delle regioni , la modifica dei reati sessuali ( con l’introduzione di quella balzana idea che il saltare addosso a una femmina fosse un delitto contro una persona, e non più contro la povera morale ), la riforma delle autonomie locali, il poco contrasto al non uso del grembiule rosa e azzurro a scuola, la maggiore età a diciotto anni, la circolazione nelle sale cinematografiche di films come “La dolce vita” negli anni sessanta, ”Ultimo tango a Parigi” nei settanta, “Yuppies” 1 e 2 negli ottanta,  ”L’ultimo bacio” nei novanta, “Irina Palm” negli anni duemila. Tutti films nei quali vi sono atti sessuali espliciti tra persone non sposate, e a volte contro natura: per dirne una, come si può passare senza turbamenti, in soli dieci anni o poco più, dalla scena del burro e della sodomia di Brando alla Schneider a quella della discoteca di Greggio e la Clery, con la seconda che dice al primo ” se vuole venire a letto con me bisogna che andiamo a casa sua,perchè nella mia c’è mio marito”; ed il primo che replica : “cara signora,se tutte fossero disponibili come lei non esisterebbero i gay” ?

Come non cogliere il fatto che il rimedio alla sessualità contro natura, e di conseguenza all’omosessualità, è identificato solo in una relazione extraconiugale,per giunta adulterina?

E tu, Zavatta Fabio, dove stavi mentre tutto questo succedeva? Come difendevi noi cattolici?

Da uno che vuol difendere certi valori, caro il nostro eroe del referendum, sai bene i comportamenti minimi-minimi che ci aspettiamo : che vesta il saio,che indossi il cilicio, che percuota con il flagello se stesso e la sua famiglia, che vada in pellegrinaggio a piedi : ma non fino al santuario delle Grazie di Rimini; pataca, quello lo san far tutti, perfino Casini allenato dalle salite a San Luca di Bologna. Uno che fa l’eroe deve arrivare almeno  fino a Loreto, che così dalla Madonna Nera impara come si vola!

Eppoi,il dubbio più atroce : se nel 1974 facevi tanto l’eroe con la tua schedina del cavolo ove avevi crociato il “sì” all’abrogazione del divorzio, dove mai eri nel 1981, quando si discuteva di aborto e si faceva sul serio?

A vedere il culo di Rosa Fumetto durante ”Il cappello sulle ventitrè“, programmato  della tremenda Rai della riforma, vero?

Razza di lavativo…. chiuditi in casa e restaci,altro che andare a sparar proclami sui giornali!

Poveri noi cattolici, chi mai ci difenderà?

Bah: speriamo in Zerbini.

State bene.

Ghino La Ganga

La Gladio dei matti.

Dicembre 7, 2009

Salta fuori che anche a Rimini  c’era una specie di Gladio cattolica,pronta a mobilitarsi contro il pericolo comunista negli anni cinquanta.

Pare che ne facessero parte personaggi di spicco assoluto del cattolicesimo locale: compreso Sergio Ceccarelli, in seguito preside del liceo classico di Rimini .

E’ stato proprio il Ceccarelli,a rivelarlo,su un quotidiano locale. Oddio,non proprio a rivelare per filo e per segno tutto. Ha spiegato che era stato avvicinato da alcuni amici suoi,che gli avevano chiesto a bruciapelo: ma tu vuoi fare qualcosa contro i comunisti?  Ottenuta la risposta non saprei, gli avevano fatto capire a scriccate d’occhio e gomitatine e c’era tutto un progetto politico  organizzato: le armi eran già belle e pronte, in una cassa d’un certo santuario dell’entroterra riminese.  Che poi,non è che il Ceccarelli avesse proprio capito bene se le cose stavan così .  A dir la verità,non aveva capito se eran proprio armi, o qualcosa d’altro. Però quegli amici avevano fatto anche oscuri riferimenti alla morte di Alberto Marvelli,cattolico riminese, finito sotto a un camion nei pressi di Piazzale Tripoli. Forse un omicidio politico? Anche questo non s’era capito bene. Il Marvelli era  finito sotto a un camion: questo già bastava,era una cosa stranissima. A Rimini, nel dopoguerra,non era mica così frequente che uno finisse sotto a un camion,cazzo.  Mica come adesso,che c’è un incidente ogni tre minuti. Prova ne era che poi l’avevan fatto  beato, il Marvelli,  e gli avevano intitolato la piazza dell’incidente:cosa che non capita a tutti quelli finiti sotto a un camion.  Gli avevano anche dedicato un musical: di scarso successo,ma mica a tutti i finiti sotto a un camion dedicano un musical,di successo o meno! E che cavolo.

Il Ceccarelli aveva poi constatato che, di questi argomenti, in giro c’era chi sapeva e chi non sapeva; ma non era chiaro se chi non sapeva non sapeva davvero, o faceva finta di non sapere.  Insomma, il povero Ceccarelli era stato,probabilmente,contagiato : sapeva e non sapeva, ma non è chiaro se non sapeva davvero o faceva finta. Forse guadava con sospetto un po’ tutti: cazzo,sapete o non sapete? E se non sapete,allora, perchè mi guardate così?

Alla fine son poi andati a controllare in quel santuario dove ci doveva esser la cassa con le armi.  Le armi non c’erano, ma c’era una strana cassa vuota. L’aveva confermato anche il priore: una cassa vuota, strana che mai. Mai vista una cassa così vuota e così strana.

Mi è venuto da pensare che a Rimini una volta c’eran molti giovani,simpatici  e allegroni,ancorchè matti : si dice che   i turisti ( e le turiste) ci venissero per quello.

Adesso ci son rimasti dei  matti,in età avanzata. E uno non è che va in vacanza in un posto per vederli,dei matti. Vecchi,per giunta . 

 State bene.

Ghino La Ganga